Il Raja Yoga è la parte regale dello Yoga che si occupa degli stati di coscienza diversi dalla veglia e cioè: la concentrazione (dharana), la meditazione (dhyana), e il samadhi. Questi tre gradini costituiscono samyama, la pratica per educare la mente al totale controllo di se stessa.
Il Raja Yoga include i fondamenti più elevati di ogni altra forma di yoga.

Dharana (concentrazione) è lo stato mentale nel quale la mente crea un’immagine ed il nostro corpo è dentro di essa con profumi e suoni: in questo stato il praticante non percepisce che se stesso e l’elemento immaginato. La mente è completamente fissata sull’immagine prodotta e questo tipo di esercizio dona grandi benefici a chi studia, chi deve lavorare e ricordare molte cose.
La concentrazione tiene la mente sgombra, più ricettiva e sveglia, negli adolescenti aumenta la velocità di apprendimento e tiene a bada le distrazioni facendo recuperare tempo ed energia.

Dhyana (meditazione) è lo stato mentale nel quale scendiamo ancora più in profondità dentro noi stessi a scavare aspetti che ancora non conosciamo, ascoltandoci in una sorta di silenzioso dialogo fatto di sensazioni, immagini, colori e memorie antiche molte volte dimenticate. La meditazione aiuta ad avere una maggiore consapevolezza della nostra mente e del suo potenziale energetico, ma aumenta anche la presenza mentale e l’attenzione nel quotidiano.
La meditazione infine lascia libera l’energia che noi possediamo e riequilibra mente e spirito.

Il samadhi è una sorta di silenzio mentale assoluto nel quale si riesce ad ascoltare la nostra parte spirituale.
Nel samadhi lo yogin non sperimenta più le potenzialità del suo corpo o della sua mente, ma arriva al contatto con la particella superiore che ci tiene in contatto con il Divino. "Quando si riesce a fare silenzio mentale e fisico, solo allora avremo indicazioni utili per comprendere meglio la spiritualità" (tratto da "Messagi spirituali di un antico Maestro").

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